(Attraverso Slovenia, Croazia, Serbia)
+ un paio d'ore per trovare un'Hotel. Trovato Hotel carino (vedi foto) e confortevole con posto moto privato alla modica cifra di Euro 15,00.
Km percorsi 1.200. (Temporali e freddo per tutto il tragitto).
Seconda tappa di trasferimento:
Domenica 21 Giugno 2009
Partenza da Belgrado ore 8:15
Arrivo Istanbul (periferia verso Ataturk)
(Attraverso Serbia, Bulgaria, Turchia)
ore 23:30 Hotel lussuoso Euro 99,00 (Internet da televisore, complicatissimo da utilizzare)
Km percorsi 1.000.
Terza tappa di trasferimento:
Lunedì 21 Giugno 2009
Colazione a Istanbul, mi siedo in un locale e vedo passare in continuazione vassoi colmi di un liquido che ricordava il ponch al mandarino.. ma con questo caldo e già di mattina? Hai capito, i Turchi?
Solo dopo un bel po' ho capito che la bevanda era the, comunque bollente, come non mai..
Partenza da Istanbul ore 10:00
arrivo Ankara ore 17:30 Hotel Denize, molto brutto solo Euro 15,00 (con grosse farfallone attaccate alla lampada al centro del soffitto, ogni tanto ne cadeva una)
Moto sul marciapiedi attaccata a vetrina Hotel, molto in vista.
Passeggiata nel centro della città (Centro città solo per il Gps) in effetti era un posto caotico che probabilmente era solo il centro geografico).
Ma anche Ankara non era ancora la mia meta, perchè si stava sviluppando in me l'idea ancora debole di arrivare al monte Ararat.
Ricerca di un ristorante, buon pranzetto in una via principale e locale carino con menu turchi vari. Alla mia richiesta di una birra mi è stata portata un te e poi, su mia richiesta, Coca Lyght.
Solo dopo qualche altro migliaio di Km qualcuno in francese mi ha detto che la birra in Turchia è interdit e me ne ha portata una avvolta in carta di giornale, con mia grande gioia.
Ritorno verso l'Hotel con faticata per ritrovarlo. Nel percorso qualche foto venuta scura. Mentre ne stavo scattando una di una costruzione molto bene illuminata, ho sentito una serie di fischietti furiosi e quardie militari armate che mi imponevano con una certa enfasi di non fotografare..
Ero di fianco a qualcosa di militare senza essermene reso conto.. Che guaio terribile!
Km percorsi 450.
Quarta tappa di trasferimento (è diventata di trasferimento mentre la stavo facendo in quanto ormai era quasi matura in me l'idea del monte Ararat):
Martedì 22 Giugno 2009
Partenza da Ankara per la Kapadokia attraversando le terre tra Ankara, Aksaray e Nevsehir,
potendo godere del passaggio in mezzo a una terra bellissima costeggiata da un mare di un colore vicino al rosa scuro.
Attraversando scorci di paesaggi naturali antichi arricchiti da bellissime rocce scavate dal tempo che assumono forme particolari e che per questo in certi tratti vengono chiamate "Il cammino delle fate", ma questo è un nome per turisti, per me sono bellissime rocce che hanno visto passare su di se molte ere.
Arrivo a Nevsehir,
passaggio per il centro, ristorazione.
Km 300.
Rientro dalla Kapadokia, ma questa volta il Gps punta direttamente al monte Ararat, se pur con tutte le tappe che ancora mi aspetteranno.
il Gps evita Ankara e punta verso l'interno della Turchia.
Prima città di un certo rilievo è Sivas, ma non mi interessa, mi interesserebbe solo arrivarci in giornata, ma mi fermo a circa 100 km perchè già molto tardi e le strade cominciano ad essere, per il momento solo a tratti, molto brutte.
Mi fermo per mangiare qualcosa in uno dei loro "Restaurant" siti a fianco ai distributori di benzina, su quei loro lunghi stradoni anche a doppia carreggiata, nei due sensi, che più ad est ti spingi, più sono locali fatiscenti con una specie di banco frigorifero (senza frigorifero) e qualche cibo, a volte solo insalata e due uova sode e/o un formaggino. Invece li mi portano un buon stufato di montone, credo, gulasch? Ne chiedo ancora e mi portano delle coscie di pollo, perchè di stufato non ce n'era più.
In quello sperduto locale nel cuore della Turchia salta fuori quella famosa birra avvolta in carta di giornale.
Una festa, e la serata procede in compagnia di quella meravigiosa gente: io non capisco niente o quasi di quello che dicono loro, per me è turco.. Loro non capiscono niente di quello che dico io.. Per caso parlo turco?
La serata finisce che, vista l'ora, insistono perchè rimanga a dormire da loro, nei loro locali. Non mi faccio pregare tantissimo, mi mostrano la stanza: è una vecchia struttura fatiscente con due lettini. Su un lettino ci sono vari pantaloni e camicie che evidentemente qualcuno vi aveva appena lasciato sopra, su quello in cui dormirò io c'è una coperta e una specie di cuscino portati su apposta per me. Il materasso è quasi completamente senza fodera. L'aspetto, naturalmente, è meno che invitante,
c'è solo una lampadina al soffitto e per la toilette devo scendere giù nel gabinetto alla turca adoperato da chiunque..
Quando ho deciso di venire in Turchia l'ho fatto per vivere il più possibile la loro realtà.. me la sono cercata.. Cosa voglio di più? Mi faccio passare la paura di eventuali furti di portafogli e tutta la mia povera roba. Mi fido, ho deciso così. La moto viene sistemata dentro al "Restaurant", al sicuro. Vado alla toilette, torno nella mia stanza. Decido di dormire senza spogliarmi, a causa della visibile mancanza d'igiene. Spengo la luce.
Km percorsi oggi, in totale: 650
Fine prima parte
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L'ultima modifica di motoman il Sab Lug 04, 2009 12:51 pm, modificato 5 volte
Report Genova - Ararat, via terra, in solitaria (2° parte)
SECONDA PARTE
Quinta tappa di trasferimento
24 Giugno 2009
Saluti islamici: Salam, Salam, con la mano sinistra appoggiata due volte sul petto e un leggero inchino.
..E saluti europei: baci e abbracci con i gestori del Restaurant che mi hanno ospitato per la notte e loro amici..
Partenza da quel locale a km 100 da Sivas ore 6:45.
So che in giornata devo superare le città di Erzincan ed Erzurum e poi forse arrivare alla meta..
Nei miei progetti di viaggio con le cartine (che non coprono tutta la Turchia, ma solo quella che viene considerata europea, quindi fino a poco più in là di Istanbul) e quindi col software del Gps, da casa, anche se non avevo avuto il coraggio di confessarmi che sarei voluto arrivare al monte Ararat, perchè non credevo di averne nè la capacità, nè la resistenza, queste due città erano già una meta agognata ed importante perchè una volta superate quelle, la meta non sarebbe stata più irraggiungibile.
Proseguo la marcia imperterrito con la mia robusta Honda (da oggi: Macinator)
e supero centinaia e centinaia di km spingendomi sempre più all'estremo Est, consapevole che le strade che sto percorrendo non si possono più considerare europeee, anche se non ancora asiatiche.
Infatti a quel punto sono spesso semplici stradoni in pessime condizioni, a volte solo con pietre e basta. La moto si trova spesso a superare buche improvvise e non segnalate che mi fanno preoccupare sia per la tenuta del telaio che per la tenuta dei copertoni. Spesso in mezzo alla strada ci si imbatte in pezzi di copertoni di Tir. L'andatura deve scendere notevolmente e sei fortunato quando riesci ad andare ai 30 km h, spesso ti ritrovi ad andare a passo d'uomo. Ma ogni tanto qualche tratto percorribile anche ai 60/90 km h, salta fuori, e allora cerchi di recuperare per quello che ti è possibile.
.. In compenso i panorami sono inredibili..
I temporali, da quando ho lasciato l'Italia sono stati all'ordine del giorno. Anche due o tre al giorno. .. E la temperatura durante i temporali scende di parecchio costringendoti a doverti coprire di più, con tutte le relative soste non previste, ma messe nel conto.. E i fulmini in aperta campagna sono impressionanti e le gocce di pioggia turca fanno male fisicamente, anche se ti fermi perchè non puoi procedere senza vedere niente.
Supero ad una ad una le due città comincia appena ad imbrunire, assisto ad un fenomeno strano: palline bianche cadono dal cielo.. Che sia la manna?
.. E' una bella nevicata, il 24 Giugno..
Arrivo finalmente ad Agri, ultima città di un certo rilievo prima dell'Armenia, a circa 120 km dal monte Ararat.
E' buio, vorrei proseguire per essere certo di stare nei tempi. Dirigo la moto per uscire dalla cittadina, ma mi accorgo di essere senza anabbaglianti, si è bruciata la lampadina. Non posso proseguire usando solo l'abbagliante, anche se il traffico è quasi inesistente..
Inverto la direzione e mi fermo davanti ad un gruppetto di ragazzi per chiedere dove posso trovare un Hotel. Mi rendo conto di essere proprio davanti ad un elettrauto.
Si fanno in quattro per cambiarmi la lampadina e mentre il ragazzo lavora sulla mia moto e tira fuori la lampadina giusta dal suo magazzino, mi mette a disposizione il suo computer. Riesco a collegarmi al forum e dò, stringatamente, le ultime notizie per tranquillizzare quei due poveri cristi che stanno seguendo il viaggio: un moderatore di GENTE IN MOTO e mia moglie Giovanna (povera e santa donna)..
Il ragazzo elettrauto vuole vedere, allora gli faccio vedere con qualche foto dei miei siti come sono io nella normalità.. capisce che nonostante i capelli rapati a zero, per l'occasione, quello che vede su internet sono davvero io.. Bravo ragazzo! Mi hai risolto il problema della lampadina! Ti meriti una foto di ringraziamento sul mio forum..
Cerco un Hotel. Arrivo al centro della cittadina, lo trovo. Mi preoccupo di sistemare la moto prima di scaricarla. Il gestore dell'Hotel me la fa chiudere dentro una specie di cantina dove sia entrare che uscire è molto difficoltoso.. Ma alla fine la moto è ancora al sicuro.
Vedo la camera: letteralmente schifosa. Due lettini con delle imbottite piegate per lungo sopra. L'imbottita del letto che mi ha indicato da utilizzare è piena di macchie dall'aspetto organico.. di dubbia provenienza..
Vorrei fare una doccia, mi conduce al piano terra in uno stanzino senza intonaco, il pavimento un acquitrinio, non ho portato giù le ciabatte. E' davvero un problema.. e non scherzo.
Faccio l'equilibrista per riuscire ad entrare nella vasca che, soltanto allo sguardo, non ispira nessuna fiducia, per non appoggiare i pedi nudi in quell'acquitrinio sul pavimento.
Mi lavo alla bell'e meglio. Altri equilibrismi per vestirmi stando un po' dentro e un po' fuori la vasca. Torno su in camera. Esco per andare a mangiare qualcosa. La cittadina dà l'idea dello sporco, mangio, trovo un Internet Point (anche lì). Ritorno in Hotel, decido di utilizzare l'altro lettino. Anche 'stavolta non ho il coraggio di togliermi gli abiti coi quali ho viaggiato tutto il giorno e che non sono certo puliti neanche loro. Ma almeno è sana sporcizia mia. Mi caccio sul letto così.
Km percorsi: 684
Domani il monte Ararat!
Fine SECONDA PARTE.
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Sab Lug 04, 2009 12:30 pm
jonhundred Semplice gente in moto
Registrato: 26/05/09 20:08 Messaggi: 68 Residenza: pioltello MI
...massimo rispetto!!!
_________________ vivi come se dovessi morire domani
pensa come se non dovessi morire mai
25 Giugno 2009
Ore 5:55. Partenza da Agri verso il monte Ararat a circa 120 km.
Dopo aver passato la notte in quell'Hotel non avevo nessuna voglia di lasciarci anche i miei bisogni fisiologici. Infatti tiro fuori la moto dalla cantina, la carico e parto, sapendo che nel tragitto, in quei lunghi stradoni solitari che passano in mezzo a quelle meravigliose colline, avrei senz'altro trovato un posto tranquillo, dietro qualche roccia un po' all'interno.
Lo trovo, posteggio ai margini della strada, prendo l'occorrente da uno dei bauletti della moto e inizio a salire: la meta, questa volta è una bella roccia che mi nasconderà alla vista di chiunque..
Non faccio a tempo a fare 10/20 metri, che una camionetta militare si affianca alla mia moto e un militare mi urla energicamente qualcosa. Là i militari urlano sempre.. a me!
Non mi scompongo, alzo il braccio che teneva in mano il necessair per la bisogna (un grande rotolo di carta bianca e una bottiglietta di minerale) e quelli si chetano e se ne vanno..
Adesso la pace è assoluta, posso farla in santa pace. Cerco di andare dietro la roccia, ma metto un piede in una melma che mi fa sprofondare.. Cerco di pulire la suola dello stivaletto su delle pietre e poi salgo su un pietrone per posizionarmi.
Un attimo, scivolo a causa della suola ancora pregna di melma, dò una forte schienata nella pietraia più in basso e, come se non bastasse, picchio anche il piede contro qualcosa..
Rimango steso a gambe in su in una posizione scomodissima e indolenzitissimo, alla schiena e alla caviglia del piede destro..
Dopo qualche buon minuto tento di rialzarmi, ma l'impresa è molto difficoltosa. Li per lì non posso muovere la caviglia..
Che faccio?
Già finito il viaggio? Devo attendere che quei militari ripassino e vedano ancora la moto lì, per sperare in un soccorso?
Mi alzo, a fatica espleto il mio bisogno iniziale.
Mi riavvio verso la moto, sono zoppo e dolorante alla schiena. Salgo in moto, l'avvio e provo ad andare.. Il piede senza il peso del corpo sopra non fa eccessivamente male..
Proseguo per l'Ararat!
Fino ad ora vi ho accennato solo brevemente ai paesaggi che ti si presentano lungo la strada.
Già da quando ero entrato in Turchia ho notato un cielo diverso. Un cielo che fa fantasticare su qualche dio, che sia questo, un dio islamico, ebraico o che altro..
Man mano che si procede verso oriente la sensazione aumenta in modo esponenziale. I cumuli di nuvole paiono dimore per esseri soprannaturali. La terra profuma in un modo strano.. un misto indefinito di terra, gas e qualche spezia sconosciuta. Il profumo è molto forte, quasi narcotizzante..
Mi rendo conto che solo in terre come questa poteva nascere l'idea del dio.
In quel punto ormai, oltre l'orizzonte della strada si vedrà l'Asia..
Continuo la mia strada e dopo una cinquantina di km lo intravedo..
non posso credere di esserci. Non posso credere che sto per raggiungere il mio obbiettivo..
Vedo un gruppetto di operai, uno dei tanti che ho visto nei giorni precedenti, che lavorano per sistemare le strade..
Mi fermo e, a gesti, e pronunciandone il nome, chiedo se quello allo sfondo, che si vede ancora molto sfumato, è veramente il monte Ararat. Rispondono di sì e mi fanno cenno di fotografarlo..
Lo faccio e continuo la mia strada..
Vado avanti e man mano che i contorni sono più definiti scatto foto, foto, e ancora foto..
Finalmente arrivo nel punto più vicino possibile dalla strada, per vederlo da più vicino bisognerebbe avviarsi a piedi e fare molte centinaia di metri, ma sono sicuro che spunterebbe fuori qualche militare dal niente impedendomi di continuare la marcia. Fotografo ancora.. E' stupenda quella montagna, così isolata, tra la Turchia e l'Armenia.
Proseguo per vedere di ammirarlo anche dall'altra parte..
La strada diventa impossibile da percorrere.. davvero impossibile per una moto.. Che ci sia o no una dogana, siamo in Asia. Spengo il motore e fotografo la strada e una cittadina che si nota nella pianura, oltre una collina, immagino la città di Ararat.
Sono felice che non ci sia nessun negozio di souvenir di qualsiasi genere.. C'è solo natura e solitudine.. Bellissimo! Grande!
Fine Terza parte.
Domani: Dall'Ararat a Istanbul per fare un po' di turismo per caso...
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L'ultima modifica di motoman il Lun Lug 06, 2009 7:14 pm, modificato 1 volta
Lun Lug 06, 2009 1:28 am
jigoro kano Gente in moto sicura
Registrato: 29/03/09 13:20 Messaggi: 359 Residenza: Roma
complimenti per il report e le foto, posso capirti quando parli di "alberghi" dove è meglio dormirici vestiti, la cosa mi è capitata diversi anni fa in sud america, e entrare in una stanza e schifarsi di quello che si vede e si dovrebbe toccare è veramente spiacevole....
E pensare che avrei potuto esserci anch'io
Ma il viaggio in moto non avrei mai potuto reggerlo
Mi accontento di guardare le foto e assaporare l'emozione di quel viaggio
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