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il famoso motociclista Marcello Anglara, che ha scritto il libro sui suoi viaggi a bordo della sua meravigliosa Gold Wing: "LA META E' LA STRADA" in questo topic
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parla, appunto, di questo suo libro</a>. Il sito di Marcello è il seguente:
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. Naturalmente ci sono messaggi di risposta di apprezzamento positivi e qualcuno anche un po' critico per il modo di viaggiare di Marcello, il quale intende il viaggio, più che altro, come "macinare chilometri per attraversare sempre nuove nazioni".
Io sono d'accordo con questo modo di viaggiare di Marcello, quindi ad un messaggio critico, ma sempre positivo, di un partecipante al thread ho risposto così:
Ciao, ho letto la tua critica al libro (critica nel senso positivo).
Io non ho letto il libro di Marcello perchè nell'occasione che avremmo potuto incontrarci ci si è messo di mezzo il tempo, nel senso che mi sarei fatto 800 km sotto l'acqua, tra andata e ritorno, in giornata e quindi ho dovuto rinunciare. Ho letto, comunque, qualche pagina di report dei suoi viaggi sul suo sito.
Penso che tu come altri, la maggior parte, intendiate la moto come mezzo di trasporto per arrivare alla meta intesa come vacanza/turismo. Mentre per Marcello e per altri, me compreso (nel mio piccolissimo) LA META è LA STRADA , ma non solo, io aggiungerei, per quello che mi riguarda, LA META è IL MOTO (IN MOTO) (questa la brevetto ), ovvero, l'attraversare posti ancora, per noi, sconosciuti, entrare nella carta geografica e arrivare a quel punto che avevi segnato sulla cartina e, passatemi il termine sicuramente esagerato, profanare il cuore di quella terra straniera con la tua presenza fisica, nonchè tattile, che ne deriva dall'essere lì, solo, a contatto con l'aria e il terreno, e i boschi, e le foreste, e la tua solitudine.
Naturalmente, come hai detto anche tu, due modi di viaggiare. Plausibili tutt'e due.
Altrettanto naturalmente, questa è la mia opinione che non è detto che corrisponda a quella di Marcello.
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Profilo Skype: Gaetano Rizza
Lun Apr 27, 2009 12:42 am
Blu Ospite
Marcello l'ho conosciuto anni fa, quando frequentavo i ritrovi del forum di Mototurismo e, di ritorno da una avventura non troppo fortunata in Turchia, sbarcai la moto a Brindisi e dovetti farla trasportare dal concessionario di Lecce su un furgone.
Vacanze a monte e tanta arrabbiatura a parte, di quella esperienza ricordo la gentilezza di Marcello, la sua splendida moto e una manciata d'ore trascorse tra chiacchiere e carte geografiche, in quel paesaggio di favola che è la zona in cui vive.
Altra cosa è il suo modo di viaggiare. Quello non riesco a condividerlo... almeno per come lo racconta... o per come lo raccontava allora. Chilometri come numeri, tappe forzate e viaggi che scorrono solo per scorrere. Come se ci fosse da dimostrare qualcosa; come se ogni viaggio fosse una prova da superare.
Non lo critico, ma non lo condivido.
Per me, più dei chilometri, contano le emozioni, la gente, le curiosità, i colori, i sapori, i profumi... Non riuscirei a viaggiare serena se avessi tappe prestabilite, se dovessi raggiungere dei luoghi precisi o dei chilometraggi predeterminati.
Per me, in viaggio si viaggia. E poco importa se si rimane dietro casa o se si arriva in capo al mondo, perché il viaggio più grande, tutto sommato, è quello che facciamo dentro di noi. Immagino che fosse un po' questo il senso della critica che hai letto.
Marcello l'ho conosciuto anni fa, quando frequentavo i ritrovi del forum di Mototurismo e, di ritorno da una avventura non troppo fortunata in Turchia, sbarcai la moto a Brindisi e dovetti farla trasportare dal concessionario di Lecce su un furgone.
Vacanze a monte e tanta arrabbiatura a parte, di quella esperienza ricordo la gentilezza di Marcello, la sua splendida moto e una manciata d'ore trascorse tra chiacchiere e carte geografiche, in quel paesaggio di favola che è la zona in cui vive.
Altra cosa è il suo modo di viaggiare. Quello non riesco a condividerlo... almeno per come lo racconta... o per come lo raccontava allora. Chilometri come numeri, tappe forzate e viaggi che scorrono solo per scorrere. Come se ci fosse da dimostrare qualcosa; come se ogni viaggio fosse una prova da superare.
Non lo critico, ma non lo condivido.
Per me, più dei chilometri, contano le emozioni, la gente, le curiosità, i colori, i sapori, i profumi... Non riuscirei a viaggiare serena se avessi tappe prestabilite, se dovessi raggiungere dei luoghi precisi o dei chilometraggi predeterminati.
Per me, in viaggio si viaggia. E poco importa se si rimane dietro casa o se si arriva in capo al mondo, perché il viaggio più grande, tutto sommato, è quello che facciamo dentro di noi. Immagino che fosse un po' questo il senso della critica che hai letto.
Naturalmente capisco e condivido il tuo modo di concepire il viaggio, ma per viaggiare così ci vuole tempo.
La critica conteneva riferimenti anche al fatto che GW lascia la famiglia sola mentre lui va a fare quei viaggi. Ok! Ci starebbe se GW viaggiasse tutto l'anno, ma quando uno viaggia nelle ferie ritagliate un po' per se e la sua passione e un po' per se e la sua famiglia, quella velata critica non la condivido più.
Anche io ho quelle poche settimane di ferie all'anno e devo ricavare qualche giotno per fare un viaggio: se volessi andare a Capo Nord, essendo riuscito a ritagliarmi solo una settimana, dovrei partire il venerdì dopo pranzo, appena uscito dall'ufficio e ritornare il sabato o domenica successiva cercando di sfruttare tutti i giorni a disposizione, ma essendo, Capo Nord, a 4.000 km da casa mia, 4 + 4 = 8, dovrei fare circa 1000 km al giorno, arrivare alla meta e tornare subito o quasi.
Ma se non faccio così, a Capo Nord in moto non ci vado mai più. Ma credimi, c'è la sua soddisfazione anche così..
Il Cavaliere che attraversa l'Europa in mezzo a "terre sconosciute", che si sfianca, ma arriva ad affacciarsi su quel mare e ad assaporare il sole di mezzanotte e i paesaggi norvegesi e la tenda in un campeggio in capo al mondo, appunto, e il timore che la moto si guasti..
Ma lo dico a te, che le sai meglio di me, queste cose...
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Profilo Skype: Gaetano Rizza
Mer Mag 06, 2009 10:33 pm
Blu Ospite
Ma sì, certo, lo capisco. Le situazioni reali, poi, a volte sono ancora più complesse... e dal di fuori ha anche poco senso stare a commentare.
Diciamo che ci sono diversi modi per vivere il viaggio in moto e che nessuno è più giusto o più sbagliato degli altri.
Semplicemente alcuni sono più adatti a certi caratteri e a certe situazioni personali...
Gio Mag 07, 2009 7:55 am
jigoro kano Gente in moto sicura
Registrato: 29/03/09 13:20 Messaggi: 359 Residenza: Roma
Personalmente preferisco fare un viaggio in piena tranquillità, già giro tutto l'anno con l'assillo dei "programmi" facendo sempre attenzione all'orologio, per cui una volta che sono in vacanza e/o viaggio per piacere voglio prendermela comoda, quindi se il tempo è ristretto preferisco non allontanarmi molto ma fere iltutto con molta calma.
Personalmente preferisco fare un viaggio in piena tranquillità, già giro tutto l'anno con l'assillo dei "programmi" facendo sempre attenzione all'orologio, per cui una volta che sono in vacanza e/o viaggio per piacere voglio prendermela comoda, quindi se il tempo è ristretto preferisco non allontanarmi molto ma fere iltutto con molta calma.
Jigoro, quello che fai tu va sempre bene! A parte gli scherzi: L'importante è viaggiare, anche in autostop, purchè si vada in giro... Sempre meglio che lavorare, come si dice..
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Profilo Skype: Gaetano Rizza
sono modi di viaggiare moooolto diversi. dipende anche da quanto tempo si ha a disposizione e quanti chilometri si devono fare. come dice motoman, se devo arrivare a capo nord e ho poco tempo, per forza di cose mi devo sbrigare. d'altra parte perchè ci piace la moto? qual'è il motivo più profondo che ci ha spinto a comprare la moto? per sfida. e per sfida ci diamo itinerari incredibili e tappe più o meno forzate.
detto questo però, io sono l'opposto. non riesco fisicamente a stare in moto per più di un'ora consecutiva. purtroppo il neo alla chiappa sinistra si fa sentire... e poi comunque mi piace prendermela con calma. godermi la strada.
proprio ieri riflettevo che la velocità ideale per andare in moto è 80 km/h.
sono modi di viaggiare moooolto diversi. dipende anche da quanto tempo si ha a disposizione e quanti chilometri si devono fare. come dice motoman, se devo arrivare a capo nord e ho poco tempo, per forza di cose mi devo sbrigare. d'altra parte perchè ci piace la moto? qual'è il motivo più profondo che ci ha spinto a comprare la moto? per sfida. e per sfida ci diamo itinerari incredibili e tappe più o meno forzate.
Fino a qui ti quoto completamente!
Augh!
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Ven Mag 08, 2009 10:55 am
Blu Ospite
qirex ha scritto:
qual'è il motivo più profondo che ci ha spinto a comprare la moto? per sfida.
Ecco. Io, invece, quoto solo questo... e lo faccio per dire che, forse, puoi parlare per alcuni ma, ti assicuro, non per tutti.
Ven Mag 08, 2009 3:04 pm
jonhundred Semplice gente in moto
Registrato: 26/05/09 20:08 Messaggi: 68 Residenza: pioltello MI
....caro motoman, si vede che non hai mai conosciuto GW....
...io l'ho frequentato x diverso tempo...e ti assicuro che il suo modo di viaggiare è indifendibile.
Il suo unico scopo è quello di aggiungere numeri al contakilometri, fregandose completamente di tutto quello che non sia il nastro di asfalto davanti a se, in perenne "gara" con altri due o tre fissati come lui x chi a fine anno è riuscito ad avere la maggiore percorrenza.
P.S.
Se veramente hai intenzione di andare a caponord, con quei ritmi....lascia perdere, con tutta la bellezza che racchiudono quei luoghi avresti solo rimpianti
_________________ vivi come se dovessi morire domani
pensa come se non dovessi morire mai
Mer Mag 27, 2009 6:28 pm
jonhundred Semplice gente in moto
Registrato: 26/05/09 20:08 Messaggi: 68 Residenza: pioltello MI
[quote="motoman"]
Blu ha scritto:
Il Cavaliere che attraversa l'Europa in mezzo a "terre sconosciute", che si sfianca, ma arriva ad affacciarsi su quel mare e ad assaporare il sole di mezzanotte e i paesaggi norvegesi e la tenda in un campeggio in capo al mondo, appunto, e il timore che la moto si guasti..
...prima o poi ti racconterò le mie avventure nordiche in sella ad una deauville
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pensa come se non dovessi morire mai
Mer Mag 27, 2009 6:35 pm
Blu Ospite
jonhundred ha scritto:
...io l'ho frequentato x diverso tempo...
Immagino che tu l'abbia frequentato nello stesso ambiente dove l'ho conosciuto io... Possibile che non ci siamo mai incrociati?
S', non lo conosco di persona, anche se abbiamo un buo rapporto nel web.. Ma ma io mi metto un po' nei suoi panni
Certo, se mi parlate di gare a chi fa più km, questo è un altro discorso.. che non condivido, naturalmente
Ma cos'è 'sta storia della deauville?
Racconta dai! Te ne prego!
Che io sono prossimo a fare un viaggetto!
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Mer Mag 27, 2009 7:10 pm
Blu Ospite
Sì sì, johnhundred, racconta....
Mer Mag 27, 2009 7:32 pm
jonhundred Semplice gente in moto
Registrato: 26/05/09 20:08 Messaggi: 68 Residenza: pioltello MI
Blu ha scritto:
jonhundred ha scritto:
...io l'ho frequentato x diverso tempo...
Immagino che tu l'abbia frequentato nello stesso ambiente dove l'ho conosciuto io... Possibile che non ci siamo mai incrociati?
...da quel che mi ricordo, sono approdato su MT nel 2004, nel periodo in cui hai smesso di scriverci....x poi abbandonarlo circa 2 anni dopo a causa di gravi screzi con la redazione della rivista...x fondare, insieme ad un nutrito gruppo di "dissidenti" un forum alternativo che tuttora prospera...anzi il prox w.e. abbiamo il nostro raduno annuale al castello di Corniglio (PR)
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